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ABUSO EDILIZIO, IN ALCUNI CASI È POSSIBILE L’AMMENDA PAGANDO UNA MULTA. ECCO QUALI

  • Immagine del redattore: ARI MARIQ
    ARI MARIQ
  • 27 feb 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 28 ott 2023

La sentenza 1/2022 emessa dal Consiglio di Statoha chiarito alcuni punti interrogativi su un problema molto comune in Italia: l’abuso edilizio.

Infatti, secondo i dati Istat del 2019 questo fenomeno sfiorava in media quasi il 20% delle abitazioni in tutta la penisola.

Nei primi giorni dell’anno nuovo i giudici si sono pronunciati in maniera chiarificatrice su un caso limite. Questo riguardava una parziale costruzione illecita, avvenuta in un luogo protetto dal vincolo paesaggistico.




Il fautore di questo “prolungamento” ha tentato di evitare la demolizione, proponendo il pagamento di una sanzione. Gli strascichi legali si sono però risolti a favore del Comune dato che questo avvenimento non rientrava nella casistica in cui è possibile evitare lo smantellamento.


Abuso edilizio: il caso di un prolungamento

La problematica si è concentrata attorno all’ampliamento di un’unità immobiliare sita in un’area particolare, tutelata da motivi di tipo storico o naturalistico.

In questo caso, il perimetro di un edificio è stato allargato con una recinzione in muratura e con dei muretti con pali in ferro. Questa difformità è stata presto notata dal Comune che ne ha ordinato prontamente la demolizione.

Il privato in un primo momento si è opposto, presentando prima un’istanza di sanatoria edilizia e poi chiedendo un accertamento per la compatibilità paesaggistica.

In un momento successivo ha poi fatto ricorso, appellandosi alla possibilità di pagare un corrispettivo monetario. Effettivamente questa possibilità esiste, ma questa circostanza non rientrava nell’applicabilità di della multa e per questo si è portato a termine il disegno iniziale, ovvero la distruzione della porzione appena costruita.



La motivazione

Il Cds (acronimo per “Consiglio di Stato”) ha spiegato che è possibile essere multati esclusivamente in presenza di un particolare problema. Per legge infatti deve sussitere una difformità solamente parziale, il cui smantellamento però andrebbe a rovinare anche una parte preesistente costruita seguendo le norme. La decisione di concludere con una multa però può solo avvenire in fase esecutiva.

Il Comune quindi ha tutto il diritto di presentare un ordine di demolizione e successivamente sarà possibile opporsi presentando le motivazioni appena elencate.

Queste, se ritenute veritiere, porteranno semplicemente a un pagamento di carattere monetario. In sintesi, se presente una situazione di difformità, ci sono veramente poche possibilità di salvare le nuove costruzioni.

Ari Mariq-

 
 
 

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© 2017 Ari Mariq Agente Immobiliare Iscritto presso la camera di commercio di Roma 

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Iscritto al ruolo dei Periti ed esperti presso la Camera di Commercio  

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